Lo scalfarismo tradito dagli italiani

Eugenio Scalfari vuole imporre al Pd un apparentamento elettorale con una “lista Saviano” (ma lo scrittore s’è detto indisponibile) con esponenti della cosiddetta società civile, pseudonimo del partito di Repubblica. Il Pd, invece, dovrebbe rifiutare di allearsi con un’eventuale “lista Fiom”, perché contraria al governo Monti. Lo stesso criterio, se applicato, escluderebbe anche l’Idv e Sel, ma sull’aporia Scalfari ha sorvolato.
10 AGO 20
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Eugenio Scalfari vuole imporre al Pd un apparentamento elettorale con una “lista Saviano” (ma lo scrittore s’è detto indisponibile) con esponenti della cosiddetta società civile, pseudonimo del partito di Repubblica. Il Pd, invece, dovrebbe rifiutare di allearsi con un’eventuale “lista Fiom”, perché contraria al governo Monti. Lo stesso criterio, se applicato, escluderebbe anche l’Idv e Sel, ma sull’aporia Scalfari ha sorvolato.
Il ragionamento di Scalfari è però interessante perché aiuta a comprendere il nocciolo ideologico dello “scalfarismo”, fase estrema dell’azionismo con cui la politica italiana è costretta a convivere da quattro decenni. Alla base c’è una categoria di intellettuali (“professionisti, giornalisti, esponenti della società civile”) dal cui impegno diretto in politica dipende la vittoria o la sconfitta dello schieramento degli ottimati. Se poi la vittoria non arriva, ed è accaduto spesso in passato, la responsabilità è dei partiti che non hanno saputo utilizzare quel prezioso apporto in forma sufficientemente subalterna. Il “tradimento” dei partiti nei confronti di questa élite è, nell’ideologia scalfariana, il paradossale peccato originale che segna tutta la storia della democrazia. Da quando i partiti dettero il benservito all’azionista Ferruccio Parri, sostituendolo con un certo Alcide De Gasperi, l’intralcio della sovranità popolare ha sempre frustrato il disegno dello scalfarismo. Nelle fasi di crisi più acuta della rappresentanza politica lo scalfarismo rinasce e si ripropone come la “mente” che deve guidare il braccio della sinistra. Ma il moralismo elitario dai tratti giacobini dello scalfarismo difficilmente riesce ad assumere un rilievo politico, sia che la provvisoria infatuazione si riversi su Roberto Saviano, sia, come in passato, che si accenda addirittura per Ciriaco De Mita.